IL DOCUMENTO "MADRE"
Nel corso della riunione del Gruppo Giovani
della CdB di S. Paolo (Roma) tenutasi il 15 luglio
2009, si è ipotizzato come argomento da proporre
per il prossimo "Camp" Nazionale un tentativo di
riflessione sulla storia, le motivazioni e le esperienze
che hanno portato alla nascita delle Comunità Cristiane
di Base per tentare di "fare il punto" sullo stato
attuale del dissenso ecclesiale in generale e sull'impegno
possibile dei giovani nel futuro di questo Movimento.
La lettera che segue è stata scritta per
offrire uno spunto per la riflessione individuale
o per eventuali incontri preparatori che ogni comunità
potrà organizzare nel suo territorio prima
dell'Incontro di dicembre.
Lettera aperta ai giovani delle Comunità
di Base italiane
Carissimi/e,
come sapete, all’interno della Comunità di san
Paolo da qualche anno (più precisamente da più di
10 anni) è viva l’esperienza di un gruppo giovani.
Questa realtà, ha portato alla realizzazione di
molti incontri a livello locale su tematiche ecclesiali,
sociali e politiche. Il nostro gruppo è formato
da ragazze e ragazzi delle scuole superiori, dell’università
e da giovani lavoratori. Alcuni di noi hanno avuto
la "fortuna" di partecipare al "Laboratorio di religione"
animato da Giovanni Franzoni e da alcuni componenti
della Comunità, esperienza che persiste da 35 anni
e che ha visto quest’anno la frequentazione di una
quindicina di bambini e bambine delle scuole elementari.
Da quest’anno i giovani romani hanno deciso di
entrare a far parte della Segreteria della Comunità.
Hanno inoltre inviato una loro rappresentante all’incontro
delle CdB europee tenutosi in primavera a Vienna.
A partire dall’anno 2001, alcuni adulti della
Comunità di S. Paolo e di altre comunità hanno dato
vita, con la partecipazione attiva dei giovani di
tutte le comunità, ai campi nazionali, ed hanno
organizzato dei laboratori dedicati ai giovani all’interno
degli Incontri Nazionali.
In questi anni si è anche realizzato il sito
www.cdbgiovani.it
Queste esperienze seguono altre analoghe esperienze
di "ex-giovani" delle CdB a livello locale e nazionale,
di cui però non sappiamo molto.
"A questo punto della storia" i giovani
di Roma, sentono il bisogno di interrogarsi su questa
lunga e fruttuosa esperienza, e sul perché essa
si sia sviluppata all’interno dell’esperienza del
movimento delle CdB. Non è semplicemente bisogno
di identità, di questi tempi un sentimento che può
diventare un disvalore, ma desiderio di capire e
di interrogarsi sull’esperienza delle CdB, sulla
"loro" teologia ed ecclesiologia, sulle "loro" prassi
politiche e sociali, sul rapporto fede e politica,
questione nodale che ha caratterizzato il loro cammino.
Capire quanto il movimento possa ancora essere da
stimolo per immaginare un percorso di "dissenso"
e di impegno nella società proprio dei giovani che
si possa ispirare a questa tradizione, ma che possa
inventare anche forme - nuove.
Per questo vorremmo dedicare il prossimo Camp
che si terrà ad Ecumene (Velletri) dal 6 al
8 dicembre 2009 a questa tematica: partendo
dalla conoscenza della storia delle comunità di
base, dalle motivazioni della loro nascita e dalle
esperienze di vita concreta di alcune persone che
le hanno fondate, vorremmo arrivare ad analizzare
lo stato attuale del dissenso ecclesiale in generale
e a ragionare sull'impegno possibile dei giovani
nel futuro delle comunità.
Arrivederci a Velletri!
I "giovani" della Comunità di san
Paolo
Roma 26 luglio 2009
DOCUMENTI OPERATIVI:
PRIMA E DURANTE IL CAMP
1) COLTIVARE SPERANZA - una chiesa altra
per un altro mondo possibile
di
Mario Campli e
Marcello Vigli
Il
libro è una narrazione del percorso, vissuto con
speranza e attese, spesso anche faticoso e sofferto
delle Comunità cristiane di base: il racconto del
cammino che hanno percorso insieme...[continua]
2) CONTRIBUTO
di Giulio Girardi
Carissime/i,
sono stato a trovare Giulio Girardi, e l’ho trovato
con grande voglia di “contribuire” con il suo pensiero.
Tutto è nato dal momento che gli ho letto un suo
testo del 2005-2006, intitolato “Noi siamo chiesa
o tendiamo ad esserlo ?”...[continua]
3)
DON MILANI, UNA VITA BREVE MA INTENSA (introduzione
al Camp)
di Laura Bologna
Don
Lorenzo Milani era uno di quegli uomini che, per
le sue scelte nette e coerenti, le sue rigide prese
di posizione, il linguaggio tagliente e preciso,
la sua logica stringente, si tirava facilmente addosso
grandi consensi o grandi dissensi...[continua]
4)
L'AMERICA
DELLA GUERRA IN VIETNAM E L'ALTRA AMERICA
(introduzione al Camp)
di
Marco Toppi
Siamo
in Vietnam, durante uno dei tanti bombardamenti
al napalm degli americani contro i guerriglieri
vietcong. Le immagini che abbiamo visto sono tratte
dal film di Francis Ford Coppola, Apocalypse Now...[continua]
5)
IL SESSANTOTTO (introduzione al Camp)
di
Sara Schiattone
[...] Con queste parole Fabrizio De Andrè
descrive il maggio francese, una fase unica
nella storia europea che diede il via anche alle
contestazioni studentesche in Italia. Il tre
maggio '68 gli studenti occupano l’università
della Sorbona. A Cannes si interrompe il
festival del cinema…[continua]
6)
GLI ANNI '70 (introduzione al Camp)
di Erminia Anastasi
Gli
anni '70 sono anni di libertà, di trasgressione, di
lotte politiche. Esplodono la creatività, la voglia
di progresso a tutti i costi, l'interesse per
l'archeologia; i colori dei tessuti fioriti e i
jeans a campana, rappresentano la nuova tendenza che
si identifica negli "Hippie", movimento pacifista
che accoglie tra i suoi proseliti schiere di
giovani…[continua]
IL PROGRAMMA
SABATO 5 DICEMBRE:
FEDI E POLITICA
Ore 15,00 – Accoglienza e registrazione
Ore 15, 30 - Presentazione del contesto
storico in una forma creativa a cura di un gruppo
di ragazzi e ragazze
Ore 16, 15 - Documentario sulla nascita
delle CdB
Ore 16, 45 - “Fede e politica: storia
delle CdB...”
(a cura di Luciana Angeloni
- Comunità dell’Isolotto Firenze)
Ore 17, 15 - “...il percorso delle
donne nelle CdB”
(a cura di Gabriella Natta
- Comunità Di S. Paolo di Roma)
Ore 17, 45 - Pausa caffé
Ore 18,00 - “Perché non possiamo
non dirci laici? Rapporto tra chiesa e potere”
(a cura di Luigi Sandri
Comunità S.Paolo – Roma)
Ore 18,30 - Dibattito in assemblea
Ore 20,00 - Cena
Ore 21,30 - “Intervista
a chi c’era sin dalle origini”
Domande anonime, su tutti i temi del campo, raccolte
in un cestino
e pescate a caso
DOMENICA 6 DICEMBRE:
VITA QUOTIDIANA
Ore 9,00 - “La condivisione:
simboli e prassi”
(a cura di Franco Barbero
- Comunità Pinerolo)
Ore 10,00 - Domande in assemblea
Ore 11,00 - “La vita insieme. Matrimoni:
sì, no, come, quali, perché?”
(a cura di Giovanni Franzoni
- Comunità di S.Paolo - Roma)
Ore 11,30 - Domande in assemblea
Ore 13,00 - Pranzo.
Ore 15,30 - Laboratori in gruppi
Ore 18,00 - Eucaristia
Ore 20,00 - Cena e serata libera
LUNEDÌ 7 DICEMBRE:
Ore 9,30 - Documentario sulle CdB
Ore 10,00 - Assemblea: “La Chiesa
oggi: tra consenso, disagio e dissenso”
(modera Valerio Gigante
di Adista)
ISTANZE GIOVANI CON RADICI ANTICHE
IL "CAMP" 2009 DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE CdB
di
Valerio Gigante
da
Adista n. 129/2009
“E
a questo punto della storia?”. È questa la domanda
che alcuni mesi fa si sono posti i giovani delle
Comunità di Base Italiane, dopo diversi anni di
una “lunga e fruttuosa esperienza ecclesiale”, cresciuta
all’ombra del movimento dei più “grandi”, ma divenuta
nel tempo sempre più autonoma (da quest’anno i giovani
romani hanno deciso di entrare a far parte della
Segreteria della Comunità e hanno inviato una loro
rappresentante all’incontro delle CdB europee di
Vienna). Una domanda che nasceva dal desiderio di
capire e di interrogarsi sull’esperienza in cui
sono nati, ma anche dalla necessità di cominciare
a costruire una “loro” teologia ed ecclesiologia,
sulle “loro” prassi politiche e sociali.
Riappropriarsi del passato per progettare il futuro
Le riflessioni scaturite da questa domanda hanno
dato corpo e gambe al Camp 2009, svoltosi presso
il Centro Ecumene di Velletri, dal 6 all’8 dicembre
scorsi sul tema “Fedi, politica, vita quotidiana”:
un appuntamento voluto per partire dalla conoscenza
della storia delle CdB, dalle motivazioni della
loro nascita e dalle esperienze di vita concreta
di alcune persone che le hanno fondate, per arrivare
ad analizzare lo stato attuale del cosiddetto “dissenso”
ecclesiale e ragionare sull'impegno possibile dei
giovani nel futuro delle comunità.
La prima giornata di lavori è stata così caratterizzata
da una contestualizzazione politico-sociale ed ecclesiale
del percorso delle Comunità di Base. Luciana Angeloni,
della Comunità dell’Isolotto, ha parlato del rapporto
tra fede e politica nella storia delle CdB: “Non
sono qui - ha premesso la Angeloni - per dire delle
cose da una posizione altra rispetto ai vissuti
delle nuove generazioni”. Piuttosto, “perché è importante
l’intreccio tra generazioni”. Anche perché “parole
come fede e politica, nel tempo subiscono cambiamenti
a volte radicali di significato” e l’incontro tra
generazioni è essenziale per risemantizzare parole
e percorsi. Lo stesso che all’origine dell’esperienza
dell’Isolotto moltissimi credenti fecero rispetto
al depositum fidei che avevano ricevuto: “Tutto
era condanna, tutto era paura”. Una fede di precetti
e divieti minuziosi. “Per liberarci da una cultura
così repressiva ed aggressiva, tutta giocata sulla
paura, sull’autoritarismo, sulla sottomissione e
passività, sulla punizione e la condanna, non avevamo
altra possibilità che reagire con forza. E reagire
voleva sempre dire pagare di persona. E qualche
volta usare un linguaggio aggressivo anche da parte
nostra”. “Continuammo la nostra esperienza fuori
dalle Chiese - ha proseguito la Angeloni - e ci
definimmo Comunità Cristiana di Base, affermando
con forza la volontà di voler essere Chiesa altra
e non di voler fare un’altra Chiesa”: “Fu l’inizio
di tante esperienze di questo genere in tutta Italia,
tante storie diverse ma animate dal medesimo spirito
e dalle stesse speranze. tante esperienze nel mondo”.
Gabriella Natta, del gruppo donne CdB di Roma, si
è invece soffermata sui principi fondamentali del
movimento femminista degli anni ‘70 ed ‘80 da cui
anche i gruppi donne presero origine: l’autodeterminazione,
innanzitutto; poi il principio della differenza
sessuata; il partire da sé, “come vissuto, esperienza
ed emozioni”, ma anche come sintesi tra il soggettivo
ed oggettivo, “nel momento in cui - ha raccontato
- incontravamo i percorsi di altre donne e trovavamo
tante somiglianze con i nostri e ci accorgevamo
della dimensione collettiva delle istanze di cui
ciascuna di noi era portatrice”; poi il senso del
limite, “che significa partire dalla parzialità
e non dalla totalità”; la relazione, “quella tra
le donne certo, ma anche quella con gli uomini,
non più vissuta nell’idea della complementarietà,
ma in quella della reciprocità nella differenza”.
Un percorso, quello fatto dalle donne CdB all’interno
del movimento femminista, che ha portato a conquiste
fondamentali nella lotta per la modernizzazione
del Paese, come il nuovo diritto di famiglia, i
consultori familiari, il divorzio, l’aborto, la
legge sulla violenza sessuale. “Fondamentali, certo
- ha ribadito la Natta - se solo si pensa che il
codice civile fino al 1975 sanciva il primato del
marito sulla moglie e l’obbligo di seguirlo ovunque
si spostasse; oppure che la violenza sessuale, che
esisteva solo nella fattispecie della violenza carnale,
era fino al 1996 un reato contro la morale, e non
contro la persona”.
A chiudere questa prima ricognizione storica l’intervento
di Luigi Sandri, provocatoriamente intitolato “Perché
non possiamo non dirci laici”. “L’Italia - ha spiegato
Sandri - è l’unico Paese con il papato. Un fatto
storico di grande rilevanza con cui bisogna fare
i conti. Solo qui, infatti, si fanno leggi perché
il papato le vuole, o le si blocca perché il Vaticano
non gradisce. E solo nel nostro Paese tutti i partiti
rappresentati in Parlamento ritengono sia opportuno,
oltre che conveniente, mantenere rapporti, avere
una certa complicità con la Chiesa”. Per questo,
ha aggiunto Sandri, ciò che è avvenuto a cavallo
tra gli anni ‘70 e gli ‘80 ha rappresentato “un
fatto miracoloso: i credenti si mostravano finalmente
più avanti della loro gerarchia”. Basti pensare,
al “referendum sull’aborto, che si teneva 3 giorni
dopo l’attentato al papa. C’era in quel periodo
addirittura chi sosteneva che la mano dell’attentatore
del papa l’avessero armata gli abortisti. In pochissimi
Paesi cattolici, in quel contesto infuocato, un
referendum del genere sarebbe passato. Invece, sebbene
fossimo e siamo tuttora un Paese cattolico al 90%,
il referendum è stato vinto con una percentuale
vicina al 70%”. Sono stati quegli anni, ha spiegato
Sandri, a suggellare in maniera inequivocabile il
primato della coscienza individuale. Una conquista
storica: “La possibilità, la dignità e la irrinunciabilità
del giudizio etico sulle questioni della vita che
non possono essere appaltate al Vaticano ma che
spettano al singolo”. Tanto più che gli esponenti
della gerarchia “non hanno nemmeno il diritto morale
di parlare di difesa della vita, perché eredi di
un magistero che per mille anni ha sostenuto in
linea di principio il diritto di bruciare gli eretici”.
Ma incuranti di ciò, “e con la complicità della
quasi totalità del mondo politico, della stampa
laica, oltre che di quella cattolica, loro si presentano
come coloro che sempre hanno difeso la vita”. La
serata di sabato è stata dedicata ad una chiacchierata-intervista
informale ed appassionata “a chi c’era sin dalle
origini” dell’esperienza delle Comunità di Base:
Giovanni Franzoni, Enzo Mazzi e Franco Barbero.
Costruire solidarietà, a partire dalle relazioni
Proprio Barbero, della Comunità di Base di Pinerolo,
ha avviato anche i lavori della giornata di domenica,
dedicata alla “vita quotidiana” del vivere la fede
e le scelte politiche. Barbero ha incentrato la
sua riflessione sul tema della “condivisione”. Un
tema niente affatto intimistico, ha spiegato, se
solo si considera come “nulla della vita di Gesù
si possa capire prescindendo dalla sua pratica di
condivisione”. “Chi fa lettura anche solo minimamente
storica dei vangeli non può non notarlo: Gesù compie
un viaggio sulle strade della Palestina privilegiando
nei suoi incontri coloro che la società dell’epoca
emarginava, trascorre il suo tempo pubblico ed i
momenti di convivialità con persone con cui nessuno
voleva intrattenere relazioni. A cui era addirittura
vergognoso accostarsi. Lo ‘stare insieme di Gesù’
nel quotidiano è concreto e provocatorio insieme,
perché contrasta ogni idea della struttura sociale,
ogni divisione di casta, ogni ritualismo, ogni morale
perbenista. Gesù scompagina gli schemi mentali e
sociali, cambia la grammatica stessa del vivere
quotidiano. Ed è solo in questo contesto che possono
nascere progettualità dal basso. Del resto – ha
chiosato Barbero – la Bibbia stessa lo dice chiaramente:
è ‘la pietra scartata dai costruttori’ che è destinata
a diventare ‘testata d’angolo’”.
“Matrimoni: sì, no, quali, perché”, era invece il
tema al centro della riflessione di Giovanni Franzoni.
Secondo Franzoni il dato costante che caratterizza
tutti gli esseri viventi è la vulnerabilità. Per
contrastare questo dato di natura uomini e animali
cercano di conseguire forme di stabilità, sicurezza,
che si raggiungono attraverso le relazioni e che
si fondano anche sulla solidarietà tra i membri
di uno stesso gruppo sociale. La relazione supera
la fragilità degli individui. In questo contesto
nasce anche la coppia, esempio emblematico di “sicurezza
solidale”. Oggi, la crisi dei rapporti di coppia
tradizionali, “avvertita da molti come una minaccia”
è forse - secondo Franzoni - soprattutto “il segno
di un cambiamento in senso evolutivo”, il segno
della ricerca di forme “più flessibili, ma forse
anche per questo più resistenti e compatibili con
la complessa contemporaneità in cui viviamo” di
armonizzare sicurezza e solidarietà.
Dentro o fuori?
Il Camp è terminato la mattina del 7 dicembre, con
una tavola rotonda che intendeva proporsi come un
momento di confronto dei giovani delle CdB con alcune
realtà ecclesiali espressione del “disagio” che
caratterizza quanti oggi continuano a lavorare a
contatto con l’istituzione ecclesiastica. C’erano
Ivana Toniolo, esponente di una comunità di laici
che, fin dagli anni ‘70, ha cominciato ad operare
nella parrocchia di S. Leone Magno nel quartiere
Aurelio di Roma con i poveri e per i poveri, attraverso
una serie di attività, prima fra tutte la “Colazione
per i poveri” del sabato mattina. Un impegno bruscamente
ed inspiegabilmente interrotto dal rettore della
Chiesa nel luglio di quest’anno (v. Adista n. 84/09).
C’era don Franco Amatori, ex parroco di S. Galla
nel quartiere Garbatella di Roma, rimosso dal card.
Camillo Ruini nel 2005 per il suo impegno contro
la guerra in Iraq, la pastorale conciliare e i rapporti
con le realtà sociali del quartiere; c’era Francesco
Cagnetti, legato all’esperienza della Tenda, nata
nel 1969 per iniziativa di un prete operaio, don
Nicolino Barra, intorno ad un foglio di informazione
ecclesiale che raccontava le contraddizioni tra
l’istanza evangelica di una presenza non consolatoria
a fianco degli esclusi della capitale ed i compromessi
dell’istituzione ecclesiastica il potere politico
che quella marginalità produceva ed alimentava;
c’era Fabio Perroni, gay credente animatore di LiberamenteNoi,
associazione sorta nel 2008 come laboratorio di
idee, ricerche, analisi, per promuovere in Italia
il dialogo sui diritti della persona e in particolare
della persona glbt; e c’era infine don Gaetano Zaralli,
recentemente sollevato dalla Curia di Velletri dall’incarico
di parroco di S. Michele per aver discusso con la
sua comunità, in modo considerato eccessivamente
“aperto”, temi di attualità politica, di morale,
teologia-
SABATO
5 DICEMBRE
INTERVENTI INTRODUTTIVI
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INTERVISTA
A CHI C'ERA SIN DALLE ORIGINI
